I nani e gli archi

... o come Sindri ha scoperto la sua vera anima nanica. (di Sindi Cockatriciofilo)

A capo dei recenti avvenimenti il nostro Fabbro Sindri é giunto alla conclusione che i nani (specialmente lui) non siano fatti per gli archi.


Ecco come si vedeva Sindri... ma poi si è svegliato.

La loro presenza fisica, infatti, non può ben concigliare le meccaniche di tiro con le suddette armi. Le braccia tozze dei nani, infatti, creano un grosso scompenso nell'estensione di cui l'arco ha bisogno per essere teso, soprattutto se fatto da umani, per umani. L'allineamento richiesto per la posa di tiro presuppone anche, nella maggior parte dei casi, che l'arciere si trovi ad una altezza intermedia tra il punto di scocco della freccia e il bersaglio a cui essa é destinata, per una maggiore velocità ed efficienza. Il calcolo di possibili traiettorie paraboliche é quindi un punto a sfavore per i nani, che si trovano a dover compensare l'altezza con tiri ragionevolmente calcolati, in tempi che tendono ad essere più prolungati, punto a massimo sfavore per loro, soprattutto quando ci si trova in situazioni pericolose.



 L'idea é che i nani siano invece più propensi ad un tiro da balestra, i cui dardi arrivano più velocemente al bersaglio. Per conformazione, il dardo della balestra andrà ad agira su traiettorie più rettilinee, accorciando il tempo di percorrenza tra arma e bersaglio (possibilmente in una distanza minore). In più la ricarica dell'arma, che solitamente richieste uno sforzo fisico maggiore e quindi più tempo, sarebbe un punto a favore per i nani, abituati a lavorare con mani e braccia, su oggetti alla loro portata. In conclusione, il nostro Sindri abbandonerà la via dell'arcieria, almeno finché non potrà studiare a fondo un metodo che gli permetta di scoccare dardi con più sicurezza.

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